"Non smettere di scolpire la tua propria statua" (Plotino, Enneadi I 6, 9, 13)

martedì, ottobre 26

In ogni luogo e tempo, in te ipsum redi

Mea culpa. Negli ultimi mesi sto  dedicando poco tempo alla Cittadella, preso dall'abbondante burocrazia tedesca. dai nuovi corsi, dagli amici e dai piccoli viaggi che di tanto in tanto mi sto concedendo qui nella stupenda Svevia; la terra di Svevia, di Federico II e di Hegel, oggi motore economico dell'Unione Europea, ma ieri teatro del più radicale occidere dell'occidente, tra la sacra foresta nera, il fiume Neckar e i castelli dei principi tedeschi. In alcuni luoghi è ancora possibile respirare quell'aria fina e salubre di cuore, ragione e spirito, che diede vita a tanto splendore umano lungo i secoli. Qui, tra le fronde di questi alberi, leggere una predica di Eckhart, o riflettere con Schelling e con le geometrie di Nicola Cusano ha tutt'altro sapore. Ma questa è solo suggestione! Il Principio - a cui la mente anela nelle riflessioni, pregando di donarsi - è in ogni luogo, ci insegnano questi maestri; è in ogni ramo e in ogni foglia, in ogni goccia di rugiada; in ogni sguardo e gesto della mano; nelle Cattedrali turrite e negli uccelli che vi si posano, nelle icone e nelle statue di Trier - allora, che sia Svevia, Renania, Chartres, Parigi o la Firenza medicea, poco importa. Se il Principio è veramente tale, ovunque Tu sia, Egli brilla tra i vicoli della tua Cittadella; allora, deve suggerirti la via, illuminarti l'orizzonte e dividere le acque al tuo passaggio, perchè Tu - qui, come a casa - sei ingegno e capacità di creare, ars, scienza e pensiero e sei capace di risalire-ritornare al Principio. Perciò questi luoghi di storia e tradizione, nei quali ho il privilegio di vivere in questi giorni, non sono diversi dalle nostre (talvolta volgari) dimore - reali, ma soprattutto di pensiero, dell'abitudine allo schiamazzo della chiacchiera di paese: ciò che muta è la nostra capacità di stare in ascolto, di sentire la mente pulsare e il cuore pensare e l'anima rendere vivo il corpo, che è mente e cuore. Ne voglio così offrire testimonianza diretta. Allora sì, è davvero suggestione... ma ben venga! Così la Cittadella interiore è sempre più viva, benchè in apparenza le luci siano sempre più fioche e gli slanci dello Spirito sempre più fiacchi e ripetitivi (come questa chiusa). In re ipsum redi, mio lettore, fratello e amico.


sabato, ottobre 23

Cusanus Forschung

Questa sera vi scrivo mentre sono di ritorno dal convegno annuale della Cusanus Gesellschaft, che si è tenuto nell'Institut für Cusanus-Forschung, dell'Università di Trier. Inutile sottolineare come i tre giorni siano stati densi di spunti e di grandi riflessioni, in compagnia di docenti europei, sudamericani, statunitensi e giapponesi; insomma, è stata l'occasione giusta per confrontarsi con mondi e culture differenti, tutti accomunati dalla passione per il pensiero, la filosofia e dall'ammirazione per la statura intellettuale del Card. Cusano, che ne esce, anche stavolta, come una figura davvero fuori da ogni tentativo classificatorio o riduzione al rango di mero teologo, filosofo, matematico piuttosto che astronomo o studioso di lettere antiche. Gli interventi sono stati omogenei e hanno coperto molti settori della vastissima produzione del Cusano, dalla matematica, alle lettere e - più interessante per il sottoscritto - alla Teologia mistica, di matrice dionisiana. In realtà ciò che più colpisce dell'organizzazione del convegno non sono i contenuti, ma l'immensa disponibilità dei docenti tedeschi, il tatto e il rispetto nei confronti di un giovane studioso come il sottoscritto. Un rispetto che manca troppo a questa università italiana, che ancora una volta si dimostra troppo lontana dall'ambiente fruttuoso di ricerca. Un caro saluto agli amici dottorandi con cui ho condiviso questi tre giorni cusaniani.


venerdì, ottobre 8

Tea Party, la nuova destra americana?

We are the Peaple, we are the States – con questo slogan negli USA stanno spopolando i Tea Party, una delle novità più interessanti del panorama politico e culturale; si tratta di un nuovo movimento popolare vicino al partito dei conservatori, che da qualche tempo riesce a parlare alla gente comune e riempire ranch, bar, pub, sale e piazze in tutta l'America. Difatti non si tratta di una iniziativa nata dagli Establishment e dalle loro “segreterie” di partito, ma sembra essere una vera sollevazione popolare, che esprime una radicale opposizione alla politica “socialista e statalista” di Barack Obama. I Tea Party nascono allora essenzialmente come una rivolta fiscale, che si richiama sin da subito al “Boston Tea Party”, la protesta dei coloni americani nel 1773 contro la tassazione degli inglesi sul commercio del Tea – protesta che poi diede vita alla rivoluzione americana e alla formazione degli USA; allora con spirito affine al 1773 nascono gli odierni Tea Party, che man mano stanno diventando una realtà affermata e che saprà sicuramente esprimere la propria ragion d'essere alle prossime elezioni di novembre. Pur rientrando nell'alveo dei conservatori, i Tea Party mirano ad una propria identità: non hanno un leader, ma “solo” tante idee ben precise su cosa intendere per democrazia, libertà e Stato. Inoltre il malcontento diffusosi negli ultimi mesi sulle manovre del governo Obama in merito alla progressiva statalizzazione della sanità o al famoso caso General Motors – quando il governo salvò la multinazionale con i soldi degli americani – sta offrendo una spinta inaspettata a questo movimento anarco-conservatore, che, dati alla mano, non ha grandi precedenti negli U.S.A.: il 90% degli attivisti non aveva mai partecipato alla politica; è trasversale per età, provenienza e religione, ma conta il maggior numero di sostenitori nella fascia tra i 45 e i 60 anni (quella maggiormente produttiva); i partecipanti sono di una galassia omogenea tra (ex-)Repubblicani o cittadini stufi del bipolarismo e che, probabilmente, non hanno votato né McCain né Obama; è formato da chi sente la politica, con le sue lobbies, le ragioni di stato e i grandi interessi di Wall Street, come “lontana” dalla vita quotidiana. Eppure molti di loro, è vero, si riconoscono nell'ex-governatrice dell'Alaska Sarah Palin (nata 1964) o nello showman Glenn Beck, conduttore del Conservative Talk Radio; si riconoscono in chi, a loro avviso, sa difendere le libertà individuali e lo spirito della Costituzione americana. I Tea Party rappresentano allora un prepotente ritorno della destra in America? Sì, possibile. Il popolo dei Tea Party apre l'orizzonte di una nuova destra americana, diversa dai Bush e McCain: anche in America spira il vento di una nuova destra, che, in questo caso, sappia incarnare i principi di uno stato leggero e autenticamente liberal. Bisognerà ora capire quanto potenziale elettorale avranno i Tea Party e quanto questo movimento “economico” saprà integrarsi con le multiforme facce della destra americana, spesso impegnate su tutt'altri fronti nei famosi Think tanks, religiosi ed etici, veri e propri “contenitori” di pensiero e politica. Nelle primarie repubblicane del Delaware del 14 settembre 2010, la giovane Christine O'Donnell (nata 1969) vince a sorpresa sapendo unire le prospettive economiche dei Tea Party con la destra religiosa e le politiche ambientali. Insomma, il piatto della nuova destra è servito. E in Italia? Anche da noi è nato il “Tea Party Italia”, che già visto la luce in alcune tappe a Prato, Milano, Torino, Alessandria, Aversa, Forte dei Marmi e Catania. Info: http://www.teapartyitalia.it/ .